BOND, CORTELAZZO, TONIOLO (PDL) SU UNIONE COMUNI: “PROCESSO NON PIU’ RINVIABILE. COSI’ RENDIAMO PIU’ EFFICIENTI I SERVIZI”
IL PIANO E’ STATO PRESENTATO OGGI IN PRIMA COMMISSIONE
“E’ una buona occasione per razionalizzare la spesa e allo stesso tempo non uccidere le municipalità che devono restare punti di riferimento del territorio”.
Così Dario Bond, Piergiorgio Cortelazzo e Costantino Toniolo, rispettivamente capogruppo e vice-capogruppo del Pdl in Consiglio regionale e presidente della Commissione Bilancio, commentano il progetto di legge della giunta regionale che va a disciplinare l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali anche alla luce della recente manovra finanziaria. “E’ un passo importante verso la semplificazione di cui tanto si parla. E questo senza prescindere dal territorio e dalle sue esigenze”, commentano gli esponenti del Popolo della Libertà. Il testo è stato presentato questa mattina in Prima Commissione Bilancio, l’organismo presieduto proprio da Toniolo.
“In Veneto”, spiega Toniolo, “ci sono 277 comuni interessati da questa operazione, 313 se consideriamo tutte le realtà sotto i 5000 abitanti compresi quelli appartenenti alle Comunità montane”.
In base al decreto legge 78 del 2010 infatti tutti i comuni sotto i 5000 abitanti (3000 per le aree montane) sono tenuti a esercitare le funzioni fondamentali in forma associata.
“Oltre all’obbligo di legiferare, la Regione deve e vuole intervenire perchè una materia tanto importante non può essere lasciata interamente allo Stato. Il Veneto è una Regione complessa”, sottolinea Bond, ricordando come, a tal proposito, sia stato convocato anche un tavolo di confronto con le autonomie locali.
“E’ stato ribadito e ribadiamo che la riorganizzazione dovrà rispettare le circoscrizioni provinciali e, in via generale, anche il principio di contiguità territoriale nella costituzione delle forme associate”, sottolineano Bond, Cortelazzo e Toniolo. Insomma, le gestioni associate si collocheranno all’interno di alcune macro-aree geografiche omogenee individuate sulla base di parametri precisi, dalla geomorfologia del territorio alla sua economia. “In questa ottica”, precisa Bond, “anche le Comunità montane potranno essere considerate ambiti ottimali”.
Fa una considerazione a parte Cortelazzo: “Oltre alla gestione in forma associata devono essere agevolate anche le fusioni dei comuni. Ovviamente, questo non vale nei territori più problematici e decentrati”.